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La Venere del Gaban

Spettacolo di teatro itinerante

13 - 14 - 15 settembre

Presso il sito archeologico del “Riparo Gaban”, poco sopra Trento, dove è stata ritrovata una piccola Venere raffigurante “La Grande Madre”, che testimonia la presenza del suo culto anche nel territorio di Trento.

Lo spettacolo si propone di portare gli spettatori in piena natura, proprio sul luogo del ritrovamento, per ritrovare segni e installazioni, assistere a performance e monologhi teatrali che riguardano il tema della Dea Madre.

Responsabile del progetto è l’Associazione Falenablu, direzione artistica Valentina Musmeci, regia di Gianluigi Gherzi.

Lo spettacolo è GRATUITO ma è gradita la prenotazione su eventbrite.it

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In contemporanea con l'evento presso il MUSE sarà effettuata una visita guidata dal titolo “Storia ed evoluzione della vita” con focus sul reperto della Venere del Gaban, esposta nella galleria di Preistoria Alpina al piano +1 delle sale espositive museali.

La visita guidata avrà luogo nelle giornate dal 13 al 15 settembre alle ore 14. Durata 1 ora 30 min.

Si tratta di una visita guidata “da programma”, vale a dire che non servirà prenotazione per partecipare e sarà compresa nel costo del biglietto d’ingresso al museo.

La visita guidata tratta, per grandi tappe, i 4,5 miliardi di anni di evoluzione della vita sulla terra, dalle prime forme di vista al presente tecnologico. In mezzo c’è la Preistoria, con le sue incredibili testimonianze della spiritualità e dei culti dei nostri antenati, un esempio è la venere del Gaban, realizzata nel Neolitico dalle popolazioni che per prime hanno conosciuto agricoltura e allevamento.

DEA MADRE

Il 6 aprile 2019 si è tenuta la conferenza dal titolo "DEA MADRE: l'attualità del messaggio della Venere di Gaban" presso la sala conferenze del MUSE.

Hanno partecipato i relatori:

  • Annaluisa Pedrotti, Professore associato Dipartimento di Lettere e Filosofia, Università degli studi di Trento
  • Franco Marzatico, Dirigente per la Soprintendenza per i Beni Culturali, PAT
  • Gianluigi Gherzi, Regista, attore e scrittore
  • Valentina Musmeci, Presidente Associazione Falenablu
  • Irene Manzone, Docente comunicazione web
  • Cristina Pietrantonio, Regista e direttrice artistica di eventi
  • Michela Zucca, Antropologa

Per accedere ai materiali scaricare il pdf o accedere al link Youtube con le riprese video della conferenza.

INCORAGGIANDO RELAZIONI SANE

In occasione della giornata contro la violenza sulle donne 2018, Falenablu ho organizzato un incontro con Alexandra Redcay, Professore Associato di Sociologia del servizio sociale presso l'Università di Millersville (USA) e Chiara Volpato, Docente di Psicologia Sociale presso l'Università di Milano Bicocca. Le proposte si sono declinate in due momenti, uno al mattino ed uno al pomeriggio, nella giornata di venerdì 23 novembre 2018.

Alexandra Redcay ha portato un approfondimento sulle capacità di leggere le situazioni di violenza riportando gli ultimi dati di ricerca sulle relazione violente negli Stati Uniti ed in Europa. L'attività formativa con gli studenti si è svolta in interazione diretta con le domande e gli spunti degli studenti nella sala conferenze del MUSE di Trento. La forte urgenza che Falenablu ha riscontrato nell'ultimo anno di attività è relativa alla prevenzione della violenza. In tal senso la ricerca di relatori competenti in questo campo ha reso necessario l'ampliamento dello sguardo anche all'ambito internazionale. Falenablu ha proposto due relatrici che, da prospettive diverse, hanno approfondito la questione relativa alla formazione degli stereotipi che ci condizionano e al riconoscimento dei problemi, interni o esterni, che conducono una coppia in una relazione malsana.

Alexandra Redcay, Professore Associato di Sociologia del lavoro presso l'Università di Millersville, ha accolto i ragazzi delle Scuole Secondarie di Secondo Grado nella mattinata di venerdì 23, presso il Muse, proponendo loro una riflessione interattiva attraverso dei questionari cui è stato possibile rispondere in diretta attraverso Whatsapp. L'approfondimento di Redcay, in base ai suoi ultimi studi, riguarda i segnali che determinano relazioni malsane, compresa la violenza. Sono stati messi in luce gli schemi che portano le persone a entrare in una relazione di “non rispetto”” e di “non aiuto”. Ha concluso l'intervento con un approfondimento su come essere consapevoli di una situazione di “potere e controllo”, riportando i diversi livelli di criteri che definiscono le fasi di violenza ed i diversi comportamenti nelle relazioni. Ad esempio i problemi interni: il partner continua il contatto nonostante i problemi emotivi, psicologici, sociali, interpersonali, familiari, finanziari, lavorativi o di altro tipo che siano stati causati o esacerbati dal continuo contatto, dalla ridotta o inefficiente capacità di regolare le emozioni. Un criterio valutativo è relativo ai problemi esterni: il partner interferisce, mette a repentaglio o non rispetta gli obblighi importanti al lavoro, a scuola o a casa a causa del contatto continuo, la partner dimostra un eccessivo affidamento o fiducia eccessiva nei consigli degli altri o ignoranza dei consigli degli altri per porre fine alla relazione, può ridurre o interrompere il tipico contatto con familiari o amici, può ridurre o fermare hobby, interessi o attività o eventi; nel partner permane un comportamento disadattivo oppure si nasconde per nascondere l'intensità del coinvolgimento, dimostra comportamenti che sarebbero normalmente considerati anormali per l'individuo come bassa autostima, acquiescenza, bugie, furti, conflitti, violenza o comportamento suicidario, ecc. Redcay ha riproposto questi temi, approfondendoli, al pomeriggio presso il MART, rivolgendosi a docenti, professori, avvocati, psicologi ed esperti del settore sociale, ha concluso l'analisi riportando gli ultimi dati di ricerca nelle relazione violente negli Stati Uniti ed in Europa. Alla conferenza di venerdì pomeriggio ha portato il suo contributo anche la Professoressa Chiara Volpato, Docente di Psicologia Sociale presso l'Università di Milano Bicocca, che ha trattato le dinamiche da cui scaturisce la violenza, sempre fondata su un’asimmetria di potere. Oggi assistiamo spesso a fenomeni di “backlash”, termine coniato da Susan Faludi per indicare forme di contrattacco maschile a seguito dell’affermarsi del femminismo e dei nuovi ruoli della donna nella società. Volpato ha spiegato, da un punto di vista storico, come i sentimenti di ritorsione e di vendetta siano alla base di molte forme di violenza e aggressività maschile. L’accettazione dei ruoli tradizionali si trasforma, nel momento in cui la donna chiede di avere rapporti diversi, in atteggiamento ritorsivo, chiarendo che in molti casi il femminicidio si verifica quando una donna non accetta più una situazione tradizionale.

Volpato porterà anche esempi tratti dai mass media e da immagini pubblicitarie, dalle quali partirà per discutere il fenomeno dell’oggettivazione del corpo femminile, nel quale il corpo della donna è ridotto a strumento del piacere altrui. La conclusione si soffermerà sull’importanza di non guardare a noi stessi come oggetti, ma come persone. Soprattutto le ragazze adolescenti corrono il rischio di concentrare le energie cognitive e creative unicamente sugli aspetti fisici, togliendoli ad altro.

Locandina

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COMUNICATO STAMPA

TEATRO "VENERE DEL GABAN"

Progetto di teatro itinerante "Venere del Gaban" presso il sito del Riparo Gaban

 

L'abbandono della riflessione sui temi privati della donna ha portato, nella contemporaneità, alla confusione e alla violenza: ogni due giorni una donna viene uccisa in Italia. L'uso improprio del linguaggio diviene violenza verbale, spesso psicologica, nell'incuria e la disattenzione dalla violenza verbale si passa alla violenza fisica, comprese le percosse e gli stupri. Queste sono forme espressive di un impianto culturale predatorio, basato sullo sfruttamento e sulla negazione dei diritti dell'altro e basato su una gerarchia di rapporti di potere. La cultura matrifocale è una storia rimossa. Il processo di riscoperta di oggetti disseppelliti, di ritrovamenti archeologici significativi riguardo ad una passata cultura femminile e, probabilmente, paritaria sollecita la riflessione su storie "rimosse" del contemporaneo, la sola che possa avviare una valorizzazione delle relazioni umane.

L'associazione Falenablu da 7 anni si dedica al tema della discriminazione di genere in tutte le sue declinazioni: è attiva sul territorio trentino con un laboratorio di ceramica per donne vittime di violenza, svolto presso il MART di Rovereto e Trento, proponendo la diffusione della bellezza e dell'arte a loro favore. L'associazione si dedica al contrasto del potere di genere nell'accezione più ampia del termine, con seminari e conferenze rivolti ad esperti del settore e a studenti delle scuole superiori.

Per il 2019 Falenablu, assieme ad un interprete del teatro contemporaneo d'eccezione, il regista Gianluigi Gherzi, intende proporre un evento interdisciplinare sul tema della Dea Madre, declinato specificatamente sui ritrovamenti del sito "Riparo Gaban" e in particolare sulla Venere del Gaban. Si uniscono in rete gli enti coinvolti nell'organizzazione: l'Università di Trento - Dipartimento di Lettere e Filosofia, la Sovraintendenza per i Beni Culturali della PAT e il Muse.

L'iniziativa vuole sollecitare uno sguardo consapevole all'azione del disseppellimento del passato, del vissuto ancestrale, pubblico o privato, per stimolare una similitudine con il seppellimento delle discriminazioni contro la donna che la contemporaneità ci porta a vivere in modo inconsapevole, talvolta senza la capacità di interpretarle nella giusta dimensione. Interagendo con il paesaggio, a partire dal sito del Riparo Gaban, dove fu dissotterrata la Venere del Gaban nel 1971, si svilupperà un percorso di teatro itinerante.

Durante il progetto, l'archeologia diventerà strumento di valorizzazione del matrifocale, la cultura che riconosce un ruolo centrale della donna nella vita della comunità. Il Progetto sarà composto da un evento-spettacolo, preceduto da una serie di seminari e conferenze volti a formare i partecipanti sui temi della Dea Madre. L'evento intende mettere in atto dei processi trasformativi, con produzione di tracce totemiche, materiali e immateriali, che, partendo dal paesaggio, possano suscitare emozioni e trasformazioni interiori nei partecipanti. Lo stesso potrà svilupparsi in una serie di momenti o visioni che accompagneranno lo spettatore nella riflessione sui temi della parità tra donne e uomini, con uno sguardo all'arcaico e uno al futuro. Gli incontri in forma di seminari e conferenze potrebbero essere tre, al fine di rendere consapevoli i partecipanti sui temi da esprimere durante lo spettacolo finale con repliche.

Contestualmente è maturata l'intenzione di accompagnare la performance con una esposizione temporanea di riproduzioni fedeli di Veneri e Dee Madri, realizzate in scala reale o aumentata. Le riproduzioni saranno realizzate in un laboratorio di ceramica proposto da Falenablu. La produzione di nuovi manufatti in ceramica diverrà parte del patrimonio di storie da integrare con il patrimonio di storie esistente raccolto negli anni passati. Sarà offerta la possibilità alle donne partecipanti al laboratorio di unirsi al progetto e alla performance teatrale.

E' inoltre previsto il coinvolgimento del Centro Servizi Culturali Santa Chiara per la diffusione della proposta e della call ad attrici e attori della regione Trentino-Alto Adige.

Call per formazione-spettacolo "Dea Madre"

"La Venere del Gaban" è un evento-spettacolo organizzato dall'Associazione Falenablu che avrà luogo nel mese di settembre al Riparo Gaban. Nel sito archeologico del "Riparo Gaban", poco sopra Trento, è stata ritrovata una piccola Venere raffigurante "La Grande Madre", che testimonia la presenza del suo culto anche nel territorio di Trento.

L'evento si propone di portare gli spettatori in piena natura, proprio sul luogo del ritrovamento, per incontrare segni, installazioni, performance, monologhi teatrali che riguarderanno il tema della "Dea Madre". Si propone di dare vita, forma e peso teatrale alle storie, leggende, miti, cronache degli scavi sul ritrovamento del patrimonio materiale e su un "disseppellimento" metaforico del femminile.

Il progetto è aperto a tutti coloro interessati a compiere un percorso culturale e artistico, percorso che avrà come punto finale la realizzazione e la partecipazione all'evento-spettacolo che sarà presentato al pubblico nel mese di settembre 2019. La selezione si terrà il 6 e 7 aprile presso il Muse. Le formazioni si terranno nei mesi di giugno e settembre 2019.

Potranno partecipare al progetto attrici, attori e studenti delle scuole di teatro, danzatori, appassionati di arti visive e di tecniche di lavoro coi materiali, appassionati di archeologia, antropologia e tutte le discipline che vengono messe in gioco dal ritrovamento della statuetta della Venere.

Il progetto coinvolgerà altresì donne inserite in percorsi di valorizzazione che usufruiranno di un laboratorio gratuito di ceramica e cittadine e cittadini interessati alla scoperta della figura della "Dea Madre".

Responsabile del progetto è l'Associazione Falenablu, diretta da Valentina Musmeci che curerà il concept artistico della proposta e l'organizzazione generale. Falenablu è attiva da sei anni sulla Provincia di Trento con attività artistiche e culturali volte a prevenire la violenza contro le donne e a diffondere relazioni sane.

Il percorso formativo sarà curato da Gianluigi Gherzi, scrittore, attore, regista teatrale, vincitore dei premi teatrali "Scenario" e "Eti-Stregatto", ha firmato testi e regie per alcuni dei più importanti gruppi di teatro di ricerca italiani. Insegna teatro e scrittura e cura progetti di ricerca e spettacolo sul tema dell'incontro tra migranti e realtà italiana

Collaborano al progetto il Centro Servizi Culturali Santa Chiara di Trento, la Soprintendenza dei Beni Culturali di Trento, l'Università di Trento Dipartimento Lettere e Filosofia, il Muse e l'Ecomuseo dell'Argentario.

Per contattare il progetto e avanzare la propria candidatura alla partecipazione contattare via email Falenablu all'indirizzo progetto.falenablu@gmail.com

Il primo incontro è fissato per sabato 6 aprile presso la sala conferenze del Muse dalle ore 10,00 alle 13,00 e dalle 14,00 alle 17,00 e consiste in una formazione gratuita con la finalità di sensibilizzare sui temi che saranno affrontati durante la formazione teatrale. L'incontro è aperto al pubblico, a chiunque fosse interessato, anche a chi non prenderà parte al corso.

La formazione ha un costo di € 100,00 che saranno restituiti qualora si partecipi agli spettacoli finali. Maggiori informazioni alla sottoscrizione via email. Nel seminario introduttivo-formativo del 6 aprile, saranno accolti i contributi di approfondimento di: Gianluigi Gherzi (regista) Annaluisa Pedrotti (Università degli studi di Trento), Franco Marzatico (Soprintendente Beni Culturali Trento PAT), Valentina Musmeci (Presidente Falenablu), Irene Manzone (Docente comunicazione web), Cristina Pietrantonio (Regista e direttrice artistica di eventi), Michela Zucca (Antropologa).

Trento, 21 marzo 2019

The Mistery of the Blue Moth

Cena con delitto a base di stereotipi

Menù della cena

Edizione 2017

Convegno COME NASCE COSA FARE – 27 OTTOBRE 2017

La formazione rivolta agli insegnanti parlerà di violenza contro la donna e dei segnali di allarme, sia sulla donna che sui figli, e avrà l'obiettivo di dare nuovi occhi per guardare ai comportamenti, percepiti ancora come "normali" all’interno della nostra società, di svilimento e di mancanza di rispetto reciproci. Aiutare i ragazzi a riconoscere atteggiamenti e commenti sessisti nella società contemporanea può fornire strumenti adeguati a riconoscere i primi livelli di violenza.

Saper valutare episodi di violenza ripetuta contro conoscenti, parenti e familiari può offrire agli studenti una maggiore capacità di reazione attiva e di non riproduzione pedissequa.

La formazione ha inoltre lo scopo di indicare le diverse possibilità presenti sul territorio, al fine di far conoscere gli enti e i centri che possono aiutare chi si trovi in situazione di violenza e intende offrire una visione completa sulle possibili azioni per contrastare la violenza contro le donne e migliorare la vita di chi ha incontrato esperienze di violenza, anche attraverso l'arte e il patrimonio culturale trentino.

Teatro sugli stereotipi, Falenablu collabora con Portland Teatri e Finisterrae Teatri forfnendo supporto e formazione per la drammaturgia di una cena con delitto tenutasi in Trentino Alto Adige nei mesi di ottobre, novembre e dicembre 2017. La formazione ha coinvolto 12 attori che, sotto la guida sicura del regista Giacomo Anderle, hanno intrapreso un cammino di consapevolezza sugli stereotipi che condizionano il nostro agire quotidiano.

Le conferenze sono gratuite e aperte al pubblico, riconoscimento delle ore ai fini dell'aggiornamento professionale

I laboratori di ceramica presso il Mart sono gratuiti e aperti a donne 'in situazione evolutiva' che abbiano vissuto episodi di violenza nella loro vita, scrivere a progetto.falenablu@gmail.com

Le date potrebbero subire variazioni

Cena di autofinanziamento

Clicca qui per informazioni e per il menù della cena